Mal di schiena: quando è un problema muscolare e quando è necessario rivolgersi a uno specialista
Il mal di schiena è estremamente comune e, nella maggior parte dei casi, non è legato a una patologia grave.
Può comparire dopo uno sforzo, una postura mantenuta a lungo, un movimento insolito o un periodo di scarsa attività fisica.
Non tutti i dolori alla schiena sono però uguali. Capire le caratteristiche del disturbo e riconoscere alcuni segnali d'allarme aiuta a stabilire quando può essere sufficiente una gestione conservativa e quando è invece opportuno chiedere una valutazione medica.
Quando il dolore può avere origine muscolo-scheletrica
Un comune dolore muscolare o meccanico può comparire dopo:
- uno sforzo fisico;
- il sollevamento di un peso;
- un movimento improvviso;
- molte ore trascorse seduti;
- attività sportive insolite;
- riduzione dell'attività fisica;
- sovraccarico muscolare.
Spesso il dolore varia con i movimenti o con la posizione e tende gradualmente a migliorare.
In molti episodi di lombalgia non complicata viene consigliato di evitare un riposo prolungato e, compatibilmente con il dolore, mantenere una normale attività. Le linee guida sottolineano inoltre che gli esami di imaging non dovrebbero essere prescritti automaticamente nei comuni episodi di lombalgia.
Dolore lombare e sciatalgia non sono la stessa cosa
Quando il dolore parte dalla zona lombare e si irradia verso gluteo o gamba può essere presente un coinvolgimento delle strutture nervose.
La cosiddetta sciatalgia può associarsi a:
- dolore lungo la gamba;
- formicolio;
- sensazione di intorpidimento;
- bruciore;
- in alcuni casi riduzione della forza.
Anche in questo caso è importante una valutazione clinica: la presenza di dolore irradiato non significa automaticamente che sia necessario eseguire una risonanza magnetica.
Quando è consigliabile rivolgersi a un professionista
Una valutazione diventa particolarmente utile quando:
- il dolore è molto intenso;
- persiste o tende a peggiorare;
- limita significativamente le normali attività;
- compare frequentemente;
- si irradia lungo un arto;
- sono presenti formicolii o disturbi della sensibilità;
- il problema è comparso dopo un trauma;
- il dolore non migliora come previsto.
Una visita permette di valutare mobilità, forza, sensibilità, postura e caratteristiche del dolore e di stabilire quali approfondimenti siano realmente necessari.
I segnali che richiedono maggiore attenzione
Alcuni sintomi meritano invece una valutazione medica rapida.
Tra i possibili segnali d'allarme rientrano:
- debolezza importante o progressiva a una o entrambe le gambe;
- difficoltà a camminare;
- perdita significativa della sensibilità;
- problemi improvvisi nel controllo di vescica o intestino;
- dolore intenso e progressivo associato a una storia oncologica;
- febbre o altri segni che facciano sospettare un'infezione;
- dolore conseguente a un trauma significativo.
Disturbi neurologici come alterazioni di vescica o intestino, debolezza degli arti e perdita della sensibilità possono richiedere una valutazione urgente.
Serve sempre una radiografia o una risonanza?
No.
Uno degli errori più frequenti è pensare che ogni mal di schiena debba essere immediatamente studiato attraverso radiografia, TAC o risonanza magnetica.
Nelle forme di lombalgia senza caratteristiche sospette, le linee guida sconsigliano l'imaging di routine in prima battuta. L'esame viene richiesto quando il medico ritiene che il risultato possa effettivamente modificare il percorso diagnostico o terapeutico.
Per questo motivo il primo passo è spesso una corretta valutazione clinica.
Ortopedico o fisioterapista?
Dipende dalla situazione.
L'ortopedico può valutare le patologie dell'apparato muscolo-scheletrico, approfondire eventuali problematiche articolari o della colonna e indicare, quando necessario, ulteriori esami.
Il fisioterapista interviene invece nel recupero del movimento e della funzione attraverso percorsi personalizzati.
Il servizio di fisioterapia di Tre M. Multimedica tratta, tra le altre condizioni, cervicalgie, dorsalgie, lombalgie, lombosciatalgie, problematiche posturali, discopatie ed ernie discali.
In molti casi le due figure possono inserirsi in un percorso multidisciplinare.
movimento e prevenzione
Dopo la fase acuta, quando clinicamente appropriato, mantenere una buona mobilità e rinforzare progressivamente la muscolatura può contribuire alla gestione del problema e alla prevenzione delle recidive.
Possono essere importanti:
- attività fisica regolare;
- rinforzo muscolare;
- corretta gestione dei carichi;
- variazione frequente delle posture;
- esercizi personalizzati;
- controllo del peso corporeo quando necessario.
Non esiste tuttavia un esercizio universalmente adatto a tutti: in caso di dolore persistente è preferibile definire il programma con un professionista.
ascoltare il dolore senza allarmarsi
Avere mal di schiena non significa automaticamente avere un'ernia o una patologia importante.
Allo stesso tempo, un dolore che persiste, peggiora o si associa a disturbi neurologici non dovrebbe essere ignorato.
Una valutazione tempestiva permette di individuare il percorso più indicato ed evitare esami o trattamenti non necessari.
Tre M. Multimedica Matelica dispone di specialisti in Ortopedia e di un servizio dedicato alla Fisioterapia e alla riabilitazione muscolo-scheletrica.
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